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Correttivo codice appalti, via libera agli affidamenti diretti

di Caterina Acquarone, gare e advisory FPA – Cantiere Procurement

 

Nella seduta del 13 aprile il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo correttivo del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, adottato a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016 e in esito alla consultazione pubblica.

Il correttivo al codice appalti contiene diverse modifiche, che sono state selezionate dal Ministero dei Trasporti a seguito di un lungo e complesso processo di ascolto degli stakeholder istituzionali e non, che sono riconducibili a tre tipologie: di coordinamento con il corpo normativo per agevolarne la lettura e l’interpretazione del testo, chiarimenti sull’efficacia e la portata di alcuni istituti normativi, la reale modifica di un numero limitato di articoli che hanno mostrato criticità nella loro applicazione.

Una modifica particolarmente significativa è quella relativa all’articolo 36, comma 2, lettera a), in merito all’affidamento diretto, ossia a quella tipologia di contratto sotto soglia in cui il Committente negozia direttamente con un Operatore da lui ritenuto adeguato e affidabile. Il Codice, nella sua versione iniziale, indicava che

“salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie [sempre applicabile – N.D.R.], le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35, secondo le seguenti modalità:

a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto, adeguatamente motivato o per i lavori in amministrazione diretta.”

Nel nuovo testo, la previsione “adeguatamente motivato” è stata sostituita dalla previsione esplicita “anche senza previa consultazione di due o più operatori economici”, eliminando in tal modo un elemento che si è rivelato assai critico nel codice dei contratti originale: l’adeguata motivazione.

L’elemento dell’adeguata motivazione nella scelta del Contraente, anziché semplificare il sistema degli acquisti sotto soglia aveva in realtà spostato in capo al Responsabile dell’acquisto l’onere di individuare una motivazione “adeguata”, che doveva giustificare la scelta, di fatto paralizzando molte Amministrazioni che non ritenevano di poter giustificare la scelta in caso di controlli successivi.

L’Autorità Anticorruzione, dal canto suo, aveva cercato di specificare meglio cosa dovesse essere considerata un’adeguata motivazione attraverso l’emissione delle Linea Guida ANAC n. 4 “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di   importo   inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di   mercato e   formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”.

Le Linee Guida delineavano così gli obblighi di motivazione del provvedimento amministrativo

“[…] al fine di assicurare la massima trasparenza, la stazione appaltante motiva adeguatamente in merito alla scelta dell’affidatario (con la sola esclusione degli affidamenti di modico valore, ad esempio inferiori a 1.000€ per i quali la motivazione poteva essere espressa in forma sintetica – N.D.R.), dando dettagliatamente conto:

> del possesso da parte dell’operatore economico selezionato dei requisiti richiesti nella determina a contrarre o nell’atto ad essa equivalente,

> della rispondenza di quanto offerto all’interesse pubblico che la stazione appaltante deve soddisfare,

> di eventuali caratteristiche migliorative offerte dall’affidatario,

> della congruità del prezzo in rapporto alla qualità della prestazione,

> nonché del rispetto del principio di rotazione tra i Fornitori.”

La difficoltà di motivare adeguatamente tutti questi aspetti, unita alla possibilità non solo teorica di poter vedere contestate in futuro le proprie scelte, avevano portato la maggior parte dei Committenti a preferire procedure ordinarie, anche più complesse ed onerose, ma più sicure in termini di responsabilità.

Il nuovo testo del Correttivo sembra voler cancellare in toto l’interpretazione fornita dall’ANAC che prevedeva sia l’adeguata motivazione, che la comparazione o il confronto concorrenziale con altri operatori (obblighi peraltro già previsti dalla Legge 241/1990 sul procedimento amministrativo).

Come detto sopra, il Correttivo elimina sia il riferimento all’adeguata motivazione che il confronto tra due o più operatori economici, cancellando così ogni dubbio e – di fatto – l’applicazione anche di questa parte delle Linee Guida ANAC.

Quale sarà la prossima mossa dell’Autorità? Cercherà nuovamente di delimitare la discrezionalità della Stazione Appaltante per gli Appalti di minor importo o la responsabilità sarà realmente in capo al Dirigente che sceglie in autonomia come agire per rispondere alle esigenze operative?

 

 

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